| Lago di Garda: spiagge aperte e acque “promosse” solo per decreto |
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LEGAMBIENTE RICORDA I PROBLEMI IRRISOLTI DEL BENACO
“I Ministeri della Salute e dell'Ambiente (e ieri Regione Veneto e Provincia di Verona), come il mago Houdini, hanno fatto la magia per il lago di Garda. L’inquinamento resta ma tutte le spiagge sono diventate balneabili. Buone notizie per il turismo lacustre veronese? Purtroppo no! Siamo invece di fronte al solito trucco di chi, per nascondere lo sporco, invece di pulire, lo mette sotto al tappeto”. Questa la dura accusa di Legambiente. “Il Lago di Garda è ancora malato - commenta Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto - troppi gli scarichi che finiscono ancora a lago e se finora i risultati delle ASL sulla balneazione, oltre a tutelare i bagnanti, sono serviti come pungolo a migliorare i sistemi di collettamento e trattamento delle acque reflue. Da quest’anno, a seguito dell'emanazione del Decreto Ministeriale temiamo una riduzione degli investimenti su fognature e depurazione” IL “COLPO DI SPUGNA” SULLE SPIAGGE NON BALNEABILI Per dare un ordine di grandezza della permissività del decreto 116 rispetto al dpr 470/82, basta ricordare quanto avvenuto lo scorso anno in Lombardia (regione che ha anticipato al 2009 l'entrata in vigore del decreto) dove le 36 spiagge non balneabili nell’estate 2008 sono diventate nel 2009, senza colpo ferire, sono diventate idonee alla balneazione. Vale la pena sottolineare come praticamente tutte le spiagge che non erano idonee alla balneazione un anno fa ora diventeranno di classe eccellente secondo la classificazione prevista dalla nuova direttiva. Sostanzialmente senza necessità di alcun intervento di risanamento ambientale visto che il dlgs 116/2008 di recepimento della direttiva europea prevede che «le Regioni e le Province autonome assicurano che, entro la fine della stagione balneare 2015, tutte le acque di balneazione siano almeno sufficienti». LE PRINCIPALI NOVITÀ DEL DLGS 116/2008 RISPETTO AL DPR 470/1982 Il decreto legislativo 116, risentendo dell’impostazione nord europea della direttiva, si concentra molto su un giudizio di qualità delle acque di balneazione in termini di tutela dell’ambiente, senza però fornire indicazioni precise per tutelare la salute dei bagnanti, non prevedendo ad esempio i limiti in base ai quali decretare il divieto di balneazione, come invece era previsto dalla precedente normativa (dpr 470/1982). Le principali novità del decreto 116/2008 rispetto al dpr 470/82 sono le seguenti:
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